Contenuti per adulti
Questo testo contiene in toto o in parte contenuti per adulti ed è pertanto è riservato a lettori che accettano di leggerli.
Lo staff declina ogni responsabilità nei confronti di coloro che si potrebbero sentire offesi o la cui sensibilità potrebbe essere urtata.
Madama Butterfly
non guarda più il mare.
Ha venduto il cannocchiale.
Adesso osserva
un piccolo schermo luminoso
che tiene tra le mani
come un rosario elettronico.
Pinkerton
non promette più di tornare.
Ha scritto:
“Ci sentiamo presto.”
Due parole.
La forma più moderna
dell’eternità.
Ogni mattina
lei controlla l’ultimo accesso.
Online.
Cinque minuti fa.
Ieri alle 23:18.
Impara a memoria
il linguaggio delle notifiche.
Una spunta.
Due spunte.
Due spunte blu.
Nessuna risposta.
Passano le settimane.
Lui pubblica fotografie.
Un aeroporto.
Un tramonto.
Un bicchiere di vino.
Una donna
tagliata fuori dall’inquadratura,
ma non abbastanza.
Butterfly ingrandisce l’immagine.
Cerca un riflesso.
Una mano.
Un errore.
Qualcosa che dimostri
che il dolore
ha usato un filtro.
Ogni sera
si trucca come allora.
Non per essere vista.
Per ricordare al proprio specchio
chi era
prima dell’attesa.
Gli amici le scrivono:
“Devi voltare pagina.”
Come se la vita
fosse un libro
e non una ferita.
Una notte
riceve finalmente un messaggio.
Il cuore
anticipa il telefono.
Lo apre.
“Questa chat è stata eliminata.”
Resta immobile.
Sorride perfino.
Perché capisce
che il gesto più crudele
non è essere dimenticati.
È essere cancellati
lasciando intatta
la memoria dell’altro.
Allora spegne il telefono.
Apre la finestra.
Fuori,
nessuna nave.
Solo antenne,
satelliti
e milioni di messaggi
che attraversano il cielo
senza sapere
quante persone
stanno ancora aspettando.